Francesco Cito: Afganistan la guerra infinita
Nel 1980 Francesco Cito è tra i primi reporter a raggiungere clandestinamente l’Afghanistan occupato dalle truppe sovietiche. Attraversa il confine con il Pakistan e si unisce ai mujaheddin, con cui percorre 1.200 chilometri a piedi attraverso le montagne per evitare le strade controllate dai sovietici. Le sue immagini documentano l’inizio della resistenza: una guerriglia improvvisata, legata alle tradizioni locali e priva di armi moderne. Pubblicati sulla rivista Life, questi scatti diventano famosi in tutto il mondo.
Cito torna in Afghanistan nel 1989 per documentare il ritiro dell’Armata Rossa, muovendosi nella zona di Kandahar. Il suo obiettivo registra una profonda trasformazione: i guerriglieri del 1980 sono ormai combattenti esperti e ben armati, in un panorama in cui gli aspetti tradizionali della cultura afghana hanno ceduto il passo alla militarizzazione. Le fotografie restituiscono un paese ridotto alla fame e saturo di armamenti, colto nel momento in cui la lotta di liberazione si tramuta nella guerra civile che devasterà l’Afghanistan negli anni successivi.
Il progetto espositivo
Il percorso espositivo presenta 39 stampe fotografiche di vario formato, in bianco e nero e a colori, con ingrandimenti fino a 100×70 cm e una parete scenografica wallpaper.
A corredo della narrazione visiva, sono esposti beni e documenti del conflitto dalle collezioni del Museo.
Caratteristiche dell'evento